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Un po’ di storia

La riflessologia plantare esiste da secoli. In Cina ed in India veniva già praticata dal 3000a.C., così come tra i nativi americani e gli Incas, dove si sono trovate tracce di mappe con simboli che si suppone possano essere correlate ai punti rilessi del piede. Veniva già usata anche in Italia (1000 a.C.), dai Camuni (antichissima civiltà della Valcamonica).

Un bassorilievo reperito nella tomba di Aknamahor (2330 a.C.) nella Piramide detta “Del Grande Medico” a Saqqara, Egitto, mostra guaritori che comprimono piedi e mani. Pare che i geroglifici che appaiono sul bassorilievo riportino questa frase:

“Ti fa male qui? allora comprimo fino a fare svanire il dolore”

“Non farmi troppo male”

“Farò ciò che è necessario…”

Questa tecnica si è poi diffusa in Europa negli ultimi vent’anni, ma venne portata all’attenzione del mondo occidentale nel 1912 da William H. Fitzgerald, medico americano.

Cos’è per me la riflessologia

Già nel 1997 sono rimasta affascinata dall’analisi del piede secondo il Metodo Grinberg, che tutt’oggi utilizzo per fare le anamnesi iniziali. Questa analisi parte appunto dalla riflessologia plantare per capire dove una persona limita il proprio potenziale e come fare ad aiutarla per condurla sulla strada del cambiamento e della sua “liberazione” da schemi ed abitudini limitanti e a volte dannosi. Ed ancora una volta, ecco come il terapista diventa IL PONTE.

Dal piede si posso capire molte cose di una persona, ad esempio dove ha più o meno tensioni, questo mi aiuta nello svolgimento sia della riflessologia che delle altre tecniche, mi indirizza verso il percorso da seguire. Dal piede partono punti riflessi, c’è chi parla di meridiani, c’è chi parla di centri nervosi lungo il corpo, principi entrambi validi, di fatto la riflessologia ha una straordinaria forza.

Per cosa è indicato

La riflessologia aiuta sicuramente a livello fisico per molti disturbi quali mal di schiena, tensioni muscolari, disturbi digestivi, sinusiti, sovraccarico linfatico e molto altro.

Come ogni terapia corporea va anche a toccare livelli più profondi. Essendo dell’idea che ogni sintomo che si manifesta nel corpo è segno di un disagio più profondo, sbloccando il flusso di energia sul corpo, si sblocca anche la parte emotiva… e qui inizia il percorso di cambiamento personale.

Come si svolge la seduta

Una seduta di riflessologia dura tra i 70 e i 90 minuti complessivi. Durante il primo incontro si dedicherà un po’ di tempo all’anamnesi per poi passare alla pratica della riflessologia in un ambiente riscaldato e rilassante.

Quanto costa

La seduta varia da 70 a 90 minuti complessivi e costa fr. 90.–